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La politica irrompe nel Grande Fratello Israeliano

By Claudio Pagliara | gennaio 10, 2010

Si può capire Israele tramite il Grande Fratello? Probabilmente no, ma aiuta. Nella seconda versione del reality show a far la parte del leone è Edna Canetti, una attivista di Mahson Watch, l’organizzazione pacifista di madri che tengono in osservazione i checkpoint per assicurarsi che i figli soldati non compiano soprusi ai danni dei palestinesi.

Edna dagli schermi del Grande Fratello (HaAh HaGadol, Channel 2), incita i palestinesi a ribellarsi all’autorità israeliana, a non mostrare i documenti, a dire ai soldati che è loro diritto muoversi liberamente nella loro terra. Le sue dichiarazioni hanno suscitato veementi proteste da parte di esponenti politici israeliani, che accusano la trasmissione di istigare i palestinesi alla ribellione. I produttori del Grande Fratello si difendono sostenendo che Edna è solo uno dei personaggi del reality e come gli altri rappresenta solo se stessa.

Su Facebook è nato un gruppo, “Edna via dal Grande Fratello in cambio di Gilad Shalit“, che in poche settimane è stato sottoscritto da 57 mila fans. A dispetto di ciò, nella puntata di ieri, nella quale dovevano essere espulsi due concorrenti, Edna ha avuto il massimo gradimento del pubblico che si è espresso attraverso gli SMS, e quindi resterà dell’appartamento. Con scorno della destra. E, c’è da giurarci, con grande soddisfazione di Channel 2 e dei produttori del reality che, con questa trovata, hanno intercettato anche il pubblico più politicizzato, che normalmente riserva a trasmissioni come il Grande Fratello l’aristocratico appellativo di “spazzatura”.

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Topics: Cultura, Politica | 1 Comment »

Una risposta per “La politica irrompe nel Grande Fratello Israeliano”

  1. Laura Collinoli scrive:
    gennaio 10th, 2010 alle 16:38

    Che dire… Paese che vai Grande fratello che trovi… E forse tutti sono migliori del nostro! Non che ci voglia molto a dire il vero…
    In qualche occasione mi piace invece citare mio nonno, innamorato della politica e che me l’ha fatta amare sin da bambina. Comunque, ogni volta che perdeva le elezioni mi ripeteva: «Che vuoi farci figlia, anche duemila anni fa la gente scelse Barabba»…
    Io la rispolvero sempre ogni volta che perdo le elezioni… Ma può benissimo essere utilizzata in altri ambiti…

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