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Per gli imam egiziani è Hamas la causa del male

By Claudio Pagliara | gennaio 9, 2010

Hamas sotto accusa nelle moschee del più popoloso stato arabo, l’Egitto. Ieri, in tutte le 140 mila moschee del Paese, i sermoni si sono trasformati in un j’accuse verso il movimento radicale islamico al potere a Gaza. ” I suoi leader vogliono stare al potere anche a costo di affamare il loro popolo”, ha inveito, ad esempio, l’imam della moschea Al-Rahma del Cairo.  A scatenare le ire del clero egiziano, l’uccisione di un poliziotto durante una manifestazione di protesta per la costruzione della barriera sotterranea anti tunnel del contrabbando decisa dal presidente Mubarak. Rivolgendosi ai cecchini palestinesi, l’Imam della  moschea Ibad el-Rahman  del Cairo, ha ammonito: “Cosa direte a dio quando verrà il vostro giorno?”.

A riferire i fatti è il quotidiano in lingua araba di Londra, Al-Quds Al-Arabi . Il fuoco concentrico degli imam contro Hamas non è naturalmente casuale. Mubarak ha deciso di dimostrare al movimento islamico che l’arroganza ha un prezzo salato. Un altro  colpo all’intransigenza di Hamas viene dall’annuncio che Israele ha sperimentato con successo il primo missile anti razzi a corta distanza. In sei mesi il sistema proteggerà la popolazione che vive fino a 70 chilometri dalla Striscia, depotenziando la minaccia posta da  Hamas.  Infine, uno stretto collaboratore di Abu Mazen ha accusato il movimento islamico di mettere in secondo piano la causa palestinese per servire gli interessi dell’Iran nella regione, una accusa che fa presa sulla popolazione di gaza allo stremo per il blocco economico.

I tre sviluppi dovrebbero destare grande allarme in casa di Hamas. Nelle prossime settimane, l’andamento dei negoziatisu Gilad Shalit e sulla cosiddetta “riconciliazione” con Fatah indicherà se sono stati sufficienti a creare una dinamica positiva.

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