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Palestinese, cristiano e… birraio

By Claudio Pagliara | dicembre 3, 2009

Taybeh è un minuscolo villaggio cristiano abbarbicato su una delle colline più alte della Cisgiordania.  Nell’ultimo decennio, la popolazione si è ridotta di quasi la metà, oggi Taybeh non arriva a 2 mila anime.  La rete di check point dispiegata da Israele per fermare i terroristi suicidi da una parte, la crescita dell’islam radicale dall’altra hanno spinto i più giovani a cercare un futuro altrove. A tenere alta la bandiera della Palestina cristiana è Nadim Khoury, 51 anni, da 15 birraio. Il suo stabilimento, 15 dipendenti, più i familiari, produce 600 mila litri di birra l’anno. Una goccia nel mare del mercato globale. Ma con un’abile strategia di marketing, Khoury è riuscito a rendere famoso il suo marchio nel mondo. Accanto alle botti, una bacheca dove sono riportati decine di articoli apparsi sulla stampa internazionale, dal New York Times a Le Monde. Un birraio cristiano in un territorio abitato in maggioranza da musulmani, che a rigore non possono bere alcool, è già di per sé una notizia. Si aggiunga a questo il fatto che Khoury, puntando sulla qualità, è riuscito ad esportare la sua birra in mercati esigenti, come quelli giapponese e tedesco.

Taybeh, che in arabo significa “delizioso”, è uscita così dall’incognito cui la posizione geografica sembrava averla condannata. Il villaggio è l’unico cristiano in tutti i territori palestinesi. Recentemente, i tradizionali buoni rapporti con i villaggi vicini si sono incrinati. L’episodio più grave, tre anni fa: un ragazzo cristiano di Taybeh ebbe una relazione con una ragazza islamica di un villaggio vicino. Il padre la avvelenò: delitto d’onore, non è un reato secondo il codice giordano. Il ragazzo cristiano e la sua famiglia ora vivono negli Stati Uniti per sfuggire alla vendetta. La sorella di Khoury in birraio è  una regista cinematografica è ha dedicato alla storia d’amore impossibile un documentario.

Clicca qui per Il video di Claudio Pagliara sulla birra di Taybeh – Tg1 ore 20,00 del 2 dicembre

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Topics: Economia, Società | 2 Comments »

2 risposte per “Palestinese, cristiano e… birraio”

  1. Domenico scrive:
    dicembre 3rd, 2009 alle 17:23

    Queste sono le cose che possono consentire di conoscere meglio chi vive molto distante da noi. In particolare, sono contento che ancora esiste una stampa che si occupa anche di questo.
    Attreverso un boccale di birra raccontare le vicissitudini di un uomo, di un popolo, di una cultura.

    Una curiosità: ma sarà buona la birra?
    grazie
    domenico

  2. Claudio Pagliara scrive:
    dicembre 5th, 2009 alle 15:02

    Domenico, la birra di Khory è così buona che…dopo il servizio ho avuto difficoltà a tornare a casa :-)
    Grazie,
    Claudio

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