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Il vergognoso caso dell’espulsione dei giornalisti israeliani

By Claudio Pagliara | luglio 20, 2009

I giornalisti israeliani criticano liberamente, spesso più liberamente dei colleghi italiani, ogni singolo atto del loro governo.

Nahum Barnea, principe del giornalismo israeliano, solo per fare un esempio odierno, polemizza aspramente con il premier Netanyahu attribuendogli la responsabilità di causare un’erosione del sostegno ad Israele della pubblica opinione americana con la sua linea intransigente sull’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. 

I principali quotidiani israeliani ospitano articoli di colleghi palestinesi o arabo israeliani che parlano di “occupazione”, di “diritti negati”, di “Nakba”.

La conduttrice del Canale 2 della tv israeliana, l’ammiraglia, durante la guerra a Gaza non nascondeva con chiose e espressioni del volto il suo turbamento per l’alto numero di vittime civili.

Izzedin Abuelaish, il medico di Gaza che ha avuto 3 dei suoi figli uccisi da una cannonata israeliana durante il recente conflitto, ha telefonato al suo amico giornalista israeliano, Shlomi Eldar, di Canale 10, e ha raccontato in diretta la sua drammatica esperienza, raggiungendo le case e i cuori di tutto Israele.

E cosa fa la Federazione internazionale dei giornalisti? Espelle i giornalisti israeliani, all’unanimità, con il pretesto di una quota non pagata. All’unanimità, dunque anche col consenso di Paolo Serventi Longhi e della “SUA” Federazioni della Stampa. Come giornalista italiano da 6 anni responsabile dell’Ufficio di corrispondenza della Rai in Medio Oriente mi dissocio da questa aberrante decisione. E invito tutti gli amici a sottoscrivere il gruppo nato su Facebook: Non in mio nome

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Topics: Politica | 19 Comments »

19 risposte per “Il vergognoso caso dell’espulsione dei giornalisti israeliani”

  1. ester picciotto scrive:
    luglio 20th, 2009 alle 18:35

    Come sempre, Lei ha il dono di parlar chiaro e di denunciare le cose che non vanno: grazie

  2. Laura Collinoli scrive:
    luglio 20th, 2009 alle 20:57

    Un’assurda discriminazione e una vergogna per l’intera categoria.
    Consiglierei a tutti coloro i quali hanno preso questa incredibile decisione, e in particolare al ‘nostro’ Serventi Longhi, di rileggersi Voltaire, che qualcuno pensa sia forse passato di moda… “Non sono d’accordo con ciò che pensi, ma sono pronto a lottare fino a morire affinché tu possa continuare a pensarlo”.
    E naturalmente sottoscrivo subito il gruppo.
    Grazie Claudio

  3. rita murdaca scrive:
    luglio 20th, 2009 alle 21:23

    E’ una presa di posizione che dimostra ancora una volta l’onestà, la trasparenza e il coraggio con cui svolge il suo lavoro.
    Complimenti, mai tacere di fronte alle ingiustizie!

  4. Virginia Lozito scrive:
    luglio 20th, 2009 alle 23:27

    Non in mio nome.
    Grazie

  5. Miryam Barda scrive:
    luglio 21st, 2009 alle 14:38

    Claudio grazie a persone come te che forse un giorno si fara’ luce in questo buio attorno a noi,
    kol hakavod !
    Miryam

  6. esperimento scrive:
    luglio 21st, 2009 alle 18:08

    E poi hanno anche il coraggio di dire che non sono antisemiti, magari, no?
    Grazie per questa denuncia, sperando che possa servire a qualcosa, visto che ormai l’Eurabia avanza a grandi passi

  7. Ruben Castelnuovo scrive:
    luglio 21st, 2009 alle 18:29

    Pagliara, lei fa un errore : da persona corretta ed intelligente, pensa che i suoi colleghi automaticamente lo siano. Ahime, non è così! Il buon Serventi (nomen omen) Longhi ha altri sponsors, e cavalca, per proprio buon conto, una marea montante. Io sono fiducioso, alla fine i serventi spariranno e un po’ di buonsenso tornerà…

  8. Franco Merlo scrive:
    luglio 22nd, 2009 alle 10:04

    Grazie Pagliara, da giorni mi aspettavo che in Italia qualcuno alzasse la voce contro l’assurda vicenda. La terribile storia di Izzedin Abuelaish sarebbe sufficiente per cancellare tutte le motivazioni all’espulsione: nel culmine del dolore e della disperazione a chi telefona il medico palestinese? All’amico giornalista israeliano. Ci sembra assurdo, inverosimile, difficile da accettare: tutti noi da un lato vogliamo la pace ma quando arriva non ci crediamo, non l’accettiamo, ci sconvolge troppo il cambiamento.
    Due eterni nemici che si rappacificano? Impossibile.

    Cordiali saluti, Franco.

  9. Emanuel Segre Amar scrive:
    luglio 22nd, 2009 alle 17:53

    Caro Pagliara, purtroppo ben pochi giornalisti (ma di che statura) hanno avuto il coraggio di occuparsi di questa nuova ignominia. Lei, come sempre, è in prima linea, e tutti coloro che vogliono difendere la libertà e la civiltà non possono che essergliene grati. Facciamo bene attenzione e pensiamo a quanto è successo 70 anni fa; facciamo in modo che certe vergogne non si ripetano. Ma per far ciò ci vogliono tanti come lei.
    Grazie e cordiali saluti
    Emanuel

  10. Mara marantonio scrive:
    luglio 22nd, 2009 alle 23:20

    Caro Dr. Pagliara,
    mi chiamo Mara Marantonio Bernardini e vivo a Bologna.
    Seguo con passione i Suoi servizi su Israele per la RAI e mi complimento con Lei per la serietà professionale, che non La fa essere una delle tante voci del coro, pronte ad indicare nello Stato ebraico la causa di tutti i mali del mondo, o almeno del Medio Oriente.
    Ho, da sempre, una grande passione per Israele e molti carissimi amici vivono in quel meraviglioso Paese.
    Spero di incontrarLa in occasione di un mio prossimo viaggio.
    Kol hakavod!

  11. Matteo Di Giovanni scrive:
    luglio 23rd, 2009 alle 08:46

    Complimenti! Claudio Pagliara non solo dimostra di essere un professionista serio, documentato e indipendente, come sempre, ma anche di oserei dire coraggioso, anticonformista e dotato di spina dorsale. Penso che l-informazione abbia un grande bisogno di persone come Lei.

  12. Fabrizio Di Segni scrive:
    luglio 23rd, 2009 alle 15:14

    Grazie Claudio, una voce nel deserto ma grazie lo stesso.

  13. Claudio Pagliara scrive:
    luglio 24th, 2009 alle 09:49

    Cara Mara Marantonio,
    Sarà un piacere incontrarla.
    Mi contatti pure sulla mia email: pagliara@rai.it

  14. Concetta Desando scrive:
    luglio 24th, 2009 alle 11:13

    Non in mio nome.
    Grazie

  15. ardù scrive:
    luglio 24th, 2009 alle 22:33

    anch’io vorrei denunciare un episodio di razzismo: non ho pagato la quota associativa alla lega navale italiana e ne è stata cancellata la mia iscrizione.
    in realtà, dietro questa immonda decisione si cela il razzismo insito nella gente di mare nei confronti di noi montanari, lo so bene, lo so!

  16. Alberto scrive:
    luglio 26th, 2009 alle 23:22

    Carissimo Claudio, GRAZIE!!!!
    Ogni altra parola è superflua.
    Continua così, siamo in molti a pensarela come te.

  17. Faris scrive:
    gennaio 11th, 2010 alle 08:39

    Caro Pagliara,
    condivido con te l’ammirazione dei giornalisti israeliani coraggiosi, e le invito a prenderli come esempio, visto che i suoi reportage sul medio oriente assomigliano sempre di più i reportage che ci fanno ingoiare i suoi colleghi di Londra..
    Le avrei riempito di complimenti se avessi denunciato ad alta voce, e durante il TG1 il fatto che Israele ha impedito l’ingresso di tutti i giornalisti a Gaza durante e dopo l’attacco, le avrei ammirato di più se lai avesse avuto il coraggio di denunciare le sofferenze dei bambini di Gaza sotto l’assedio.
    I giornalisti Israeliani da tempo non accettano una forte solidarietà con i Palestinesi dalla maggior parte dei giornalisti del mondo e praticavano il dissenso non pagando le loro quota, questa è la seconda parte della notizia che lei per oscuro motivo nasconde.
    Mi stupisce che il suo blog è pieno di commenti – complimenti, se fossi in lei signor Paglaira mi preoccuperi un pò.. no?
    Buon lavoro..

  18. Claudio Pagliara scrive:
    febbraio 14th, 2010 alle 18:12

    Come vede ospito anche il suo commento critico, che solo ora leggo, e di questo mi scuso.
    Nel frattempo, la Federazioni intarnazionale dei giornalisti ha chiesto scuso ai giornalisti israeliani che sono dunque dtati riammessi.
    Se lei si fosse documentato, prima di scrivere in base ai soliti luoghi comuni, avrebbe scoperto la ragione epr la quale i giornalisti israeliani non pagavano la quota. Glila spiego io. In dibattiti sulla questione mediorientale venivano sistematicamente esclusi. Quanto a Gaza, mio caro ascoltatore distratto, ho fatto anche un servizio al tg1 delle 20 per denunciare esattamente ciò che lei mi rimprovera di non aver denunciato. IInoltre, per sua informazione, il Tg1 e il Tg2 hanno dato ampio spazio in tutte le loro edizioni a cio’ che accadeva nella striscia, attraverso la voce di un coraggioso giornalista palestinese che vive li e attraverso le immagine che la nostra ancor piu’ coraggiosa producer palestiense ha raccolto rischiando la vita. Infiine, appena le prote sono state aperte, sono stato tra i primi giornalisti occidentali ad entrare a Gaza e tra gli ultimi ad uscire. Immagino che la sua insoddisfazione sia dovuta al fatto che non ho detto nei miei servizi le falsità che lei pensa di questo conflitto. Ma questo eì un altro discorso. Mi auguro che per il futuro prima di criticare si documenti meglio. Buono studio

  19. Elena scrive:
    dicembre 15th, 2010 alle 20:34

    E ora la FNSI si schiera a favore di Hamas, appellandosi a quella libertà di espressione che l’anno scorso hanno voluto negare agli israeliani.
    Che coerenza!! Più antisemiti di così?

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