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Iran: dalla parte della gente che chiede libertà

By Claudio Pagliara | giugno 21, 2009

Un curioso dibattito si è aperto nelle distanti cancellerie Occidentali, compresi Stati Uniti e Israele: Moussawi è davvero meglio di Ahmedinajad?

Il cosiddetto mondo libero non riesce ad esprimere altro che una pelosa solidarietà agli eroi di Teheran, le centinaia di migliaia di donne e uomini che chiedono il rispetto dei loro diritti, calpestati per 30 anni da un regime teocratico.

Le piazze europee, che si erano riempite di rabbia anti israeliana durante le offensive contro Hetzbollah e Hamas, i due bracci armati del regime di Teheran nella regione, sono desolatamente vuote. Tutti al mare, mentre le Guardie Rivoluzionarie sparano sulla folla inerme.

Lancio una campagna, sul mio blog: Iran, dalla parte della gente che chiede libertà. Sul link di Haaretz, trovate tutti i video che grazie ad Internet sfuggono alle maglie della censura.

Clicca qui: immagini dall’Iran sul sito di Haaretz

 

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Topics: Politica | 13 Comments »

13 risposte per “Iran: dalla parte della gente che chiede libertà”

  1. Antonio Di Fazio scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 18:26

    Buongiorno Claudio, la situazione a Tehran è ogni giorno che passa sempre più drammatica. Cosa possiamo fare noi, in Italia, per fare sentire concretamente la nostra voce?

  2. Laura Collinoli scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 19:54

    Morti nelle piazze, giornalisti arrestati, proteste vietate, redazioni chiuse… In Iran il profumo della libertà si sente neanche in lontananza. Eppure la gente chiede ‘solo’ quella.
    Da noi. Un Paese libero, in cui c’è democrazia, oggi la gente è chiamata al voto. Non discuto sul referendum, per cui il ‘non voto’ può essere una scelta consapevole. Discuto su Provinciali e Comunali. Sulle Europee appena trascorse, e per cui l’affluenza è sempre più bassa.
    Lo strumento migliore per esercitare i propri diritti lasciato nel dimenticatoio, ignorato.
    E allora mi viene in mente mia nonna, che ha 93 anni e che oggi si è recata al seggio del suo paesino per esprimere la propria preferenza. Lo sa bene mia nonna, e quelli della sua generazione, quanto sia costata la nostra democrazia.
    Ci sto alla tua idea di lanciare una campagna sul blog. Dalla parte della gente che chiede libertà. Sempre
    Grazie, Laura

  3. Claudio Pagliara scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 22:34

    Antonio, penso si possa fare molto, sopratutto noi italiani che siamo uno dei principali partner commerciali di questo Iran…
    Laura, complimenti alla nonna. Mio figlio, 18 anni, mi ha confessato che il suo primo voto, alle Europee, è stato scheda bianca, perché era disgustato dal livello della campagna elettorale. Sulle prime mi sono incazzato. Ma poi mi sono detto: gli si può dar torto?

  4. rita murdaca scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 22:53

    Negare la libertà all’uomo è come soffocarlo, annientarlo. L’appello di un popolo di vedere riconosciuto un diritto fondamentale e inalienabile non può lasciarci indifferenti.
    Apprezziamo la libertà, educhiamo i ragazzi ad amarla e a saperla usare e stiamo dalla parte di chi lotta per conquistarla.

  5. stefania elena carnemolla scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 23:22

    Quelle masse che oggi disertano le piazze e che inneggiano a Moussawi davvero sanno a chi inneggiano? Ne dubito. Quanto al resto, l’esprimere semplice solidarietà è esercizio tanto retorico quanto ozioso: fra qualche giorno non se ne sentirà più l’èco. Come da copione.

  6. Deborah Rozenblum scrive:
    giugno 21st, 2009 alle 23:54

    Caro Claudio,

    Non credo sia tanto curioso il dibattito. Moussawi non è certo un riformatore. E’ sempre parte di questa giunta. Ci sono sulla rete un bel pò di gruppi di sostegno a Moussawi. Devo dire che dopo riflessione ho deciso di non aderire ad uno di questi gruppi proprio perchè non mi posso richiamare da qualsiasi corrente islamistissima.
    INVECE tutti noi dovremmo alzarci accanto al popolo iraniano che sfila per le strade rischiando la morte per richiedere il diritto di essere rispettati, dovremmo trovare i modi per sostenerli, per fargli sapere che ci stiamo. E per loro, Moussawi è proprio un bel passo avanti! prima di tutto perchè l’hanno scelto!!!
    Come dici tu dov’è la gente così pronta a sfilare appena Israele fa un passo a destra o a sinistra? (per altro, questa gente non la vedo sfilare neanche per il Tibet, il Soudan etc…, purtroppo!)

    E non prendertela con tuo figlio, la scheda bianca E’ un voto! Anzi, in alcune situazioni è il più logico, il più coraggioso

    Deborah

  7. Alessia Minieri scrive:
    giugno 22nd, 2009 alle 09:57

    Io rimango sempre più sbigottita dalla pseudo – politica italiana.
    E’possibile che questi avvenimenti non suscitino ai nostri meravigliosi e qualificati politici un minimo di interesse? Questo è un discorso senza distinguo, da destra a sinistra, passando anche per il centro.

    Il giorno prima delle elezioni i due maggiori Tg in Italia (sì, lo so che sono sul blog di uno di questi. Sono una manierista! ) nell’edizione rispettivamente delle 13.00 e delle 13.30 ne hanno parlato per poco più di un minuto. Lo stesso alla sera. La BBC con Mrs.Corbin ha mandato in onda più di tre ininterrotte di documentario per le strade di Teheran. La 5 nella mia amata Francia ha dedicato delle edizioni speciali alle elezioni in Iran. E in Italia, come al solito, silenzio.
    Ieri mentre le testate giornalistiche internazionali e nazionali diventavano sempre più drammatiche, Libero ed il Giornale in prima pagina titolavano al complotto su Berlusconi.

    Trovate normale che in Europa debbano essere sempre Francia ed Inghilterra ad addentrarsi nelle scomode questioni internazionali?
    Beh, come ormai è palese, solo Gheddafi, per motivi tanto banali che non c’è neppure bisogno di spiegarli, riesce a suscitare l’interesse del Governo. Disgustoso.

    E poi ci sarebbe da chiederci: dove è finita l’ONU? E Obama? Il suo discorso retorico è deludente. Deludente per chi lo ha acclamato con estasi. Qualcuno gli faccia notare che non è il Papa.

    Insomma, perchè stiamo giocando a nascondino?
    La gente muore per strada, i giovani lottano per la libertà dei propri figli, Ahmadinejad finalmente appare per quello che è: un bamboccio.
    Che sia Mousavi o no la chiave di svolta non è importante. Non credo che il movimento verde inneggi a lui, forse è più profondo, c’è stato un’esprit vitale, Mousavi è solo il volto della richiesta immanente di libertà. Il regime trema. Questo è meraviglioso.

    Antonio, concretamente qualcosa potresti farlo, oltre all’informazione, potresti condividere la tua connessione internet con un iraniano che lo richiede per inviare messaggi, molti blogger tentano di renderci partecipi delle battaglie, ma l’accesso ad internet è sempre più limitato. Se ti interessa cerca Noemi di Secondo Protocollo, è un’associazione, reperibile su internet, che si batte per i diritti umani.

    Buona giornata.
    Grazie Claudio.

    Alessia

  8. Laura Collinoli scrive:
    giugno 22nd, 2009 alle 11:15

    Ma la scheda bianca è un voto. E’ un voto di protesta… Non andarci è indifferenza.
    Certo che brutto. Arrivare a diciotto anni, attendere di entrare in quel seggio e non riuscire a dare una preferenza. Mi auguro che al suo prossimo appuntamento elettorale sia meno disilluso…

  9. silvia scrive:
    giugno 22nd, 2009 alle 15:43

    Credo che, così come il tg1 ha lanciato l’idea del blog per Aung San Suu Kyi, così si dovrebbe fare per segnalare la nostra partecipazione ed il sostegno morale di ogni italiano ed italiana di buona volontà alle manifestazioni per la libertà ed i diritti umani in Iran.

    Sono stupita,perplessa ed in definitiva anche molto delusa, perchè non ho avuto nessun sentore di una mobilitazione da parte dei giovani europei a favore di un intero paese prigioniero di un regime totalitario e repressivo:qui non si tratta di politica o di religione,si tratta di libertà e di diritti umani.

    Forse si potrebbe partire da qui per fare qualcosa?

    Grazie!

  10. sergio HaDaR tezza scrive:
    giugno 22nd, 2009 alle 16:12

    La posizione italiana è come sempre amorale, se non immorale: invitare i rappresentanti di un regime dittatoriale e sanguinario, di cui l’Italia è il principale partner economico “non musulmano”, a una conferenza di cui non fanno neppure parte.
    Mi pare anche una posizione ipocrita: che cosa si aspettano i governanti che si alternano al potere in Italia da un regime alla cui testa c’è gente che nega la Shoah e chiede lo sterminio d’Israele, la stessa gente che ha costretto all’esilio o massacrato, imprigionato e torturato centinaia di migliaia di iraniani sin dal trionfo del fascismo islamico alla Khomeini? Credono forse di rabbonirlo a tarallucci e vino?… Ohps, non facile l’alcol coi musulmani… O pensano di resuscitare la politica della “pacificazione per mezzo di concessioni”, il famigerato appeasement di Chamberlain e Daladier?
    Forse si tratta della politica delle tre scimmiette, che vede la più grande cooperazione di destre e sinistre in Italia.

  11. Claudio Pagliara scrive:
    giugno 23rd, 2009 alle 01:13

    Una goccia, il contributo di tutti voi, carissimi amici. Una goccia che però significa molto, per me: la coscienza collettiva è viva, a dispetto dei nostri politici, tutti intenti a rincorrere ragazze squillo e a denunciare complotti.
    Un grazie particolare ad Alessia: mi hai commosso. Come sempre.

  12. rita murdaca scrive:
    giugno 24th, 2009 alle 21:54

    In questi giorni mi chiedo: ” Dove è andata a finire la Dichiarazione Universale dei diritti umani?”
    I diritti dell’uomo devono essere il motore della politica a tutti i livelli, da quella locale fino ad arrivare a quella internazionale, devono essere trasformati in poteri umani e goduti da tutti.
    Allora come è possibile che in Iran anche la protesta pacifica viene repressa con efferata violenza e i “potenti” del mondo “civile” e libero stiano a guardare o si limitano ad evasivi discorsi di condanna e nelle piazze solo sparuti gruppi sollevano proteste contro questi avvenimenti così tragici? Dov’è la coscienza civile?
    Confesso che mi sento delusa, tradita e capisco quei ragazzi disorientati che non se la sentono di fare scelte politiche veramente consapevoli. Anch’io quando guardo in faccia i miei alunni vorrei poter dire che tutti i valori che cerco di trasmettere, primo fra tutti il rispetto della dignità dell’uomo, trova effettivo riscontro nel mondo.

  13. anna scrive:
    luglio 9th, 2009 alle 20:59

    Sabato 18 luglio partecipate alla manifestazione nazionale che si terrò a Firenze (ore 15.30 p. san marco) a fianco delle donne e degli uomini in lotta per la libertà in Iran, contro il regime reazionario e per fermare la repressione, senza nessuna fiducia nel sistema degli Stati: oggi è fondamentale il protagonismo delle genti a sostegno di questo coraggio moltitudinario per la libertà.
    la manifestazione è promossa da Socialismo Rivoluzionario, Unicobas, Socialismo Libertario, Help to Change (Associazione Umanista) , Partito Umanista (Fi), Usi- Ait, Centro delle Culture (Fi), Comitato Antirazzista Vite Impegnative, unaltracittà-De Zordo.
    Info e adesioni : iranlibero@libero.it telefono 055-2302015

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