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Gerusalemme, mito e realtà

By Claudio Pagliara | maggio 22, 2009

Ci mancava anche il “Gerusalem day”! Dopo i mega ingorghi causati dalle draconiane misure di sicurezza prese per la visita di Benedetto XVI, ieri di nuovo strade del centro sbarrate per le celebrazioni del “42esimo anniversario della riunificazione di Gerusalemme”. Decine di migliaia di persone, in prevalenza giovani con la kippa e donne con la gonna alla caviglia, per tutta la notte hanno fatto risuonare  i loro canti nelle stradine di solito silenziose della città vecchia.

A 50 chilometri di distanza, nelle stesse ore anche i ristoranti, i caffè, le discoteche di Tel Aviv si sono riempiti, come ogni giovedì sera, ma di un’altra Israele, anch’essa giovane, ma laica, desiderosa di normalità, spensierata

Gerusalemme e Tel Aviv, due mondi sempre più distanti.

Sui giornali di stamani ho letto la ben nota promessa del premier Netanyahu di mantenere Gerusalemme unita per sempre e l’altrettanto ben nota rivendicazione palestinese che non ci sarà pace finché Gerusalemme est non sarà capitale del loro futuro Stato

Gerusalemme, lo scoglio più alto ad un’intesa. Anche perché quando si parla di Gerusalemme il mito è più forte della realtà.

Una mia amica israeliana, che si definisce “una delle ultime vere sioniste”, e quindi è d’accordo con Netanyahu, °”Gerusalemme non si divide”, mi confessa che non visita la parte araba di Gerusalemme dagli anni Ottanta, dall’inizio dell’Intifada, dunque non la conosce affatto. Un mio amico palestinese, d’altro canto, dopo aver denunciato 40 anni di politiche discriminatorie da parte delle autorità israeliane nei confronti della negletta parte orientale di Gerusalemme mi confessa che il suo incubo è di perdere la residenza permanente che consente agli arabi di Gerusalemme est di accedere al sistema sociale e assistenziale israeliano.

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Topics: Cultura, Politica, Religioni | 13 Comments »

13 risposte per “Gerusalemme, mito e realtà”

  1. dova cahan scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 00:15

    Caro Claudio..ho letto l’ articolo e condivido esattamente cosa dice
    la tua amica israeliana che si definisce una delle ultime vere sioniste.
    Condivido anche io cio che dice Natanyahu su Gerusalemme che non la si dividera mai…E posso dire pure che moltissimi degli Israeliani
    pero non tutti a causa delle intifade e del terrorismo che hanno prevalso non solamente nella zona di Gerusalemme ma anche nei
    territori e nelle altre citta d’ Israele la gente e stata costretta a prendere misure di precauzione…e mi sembra anche normale.
    Cio che dice invece il tuo amico palestinese e anche plausibile, non
    che vuole restare per amore con noi in una Gerusalemme unica ma
    solamente per accedere al sistema sociale e assistenziale nostro.
    Nonostante tutto cio dimostra molto chiaramente che da noi non si
    fa distinzione tra le due societa…per concludere questo argomento
    il mio unico augurio e che anche i cittadini di religione ebrea che si
    trovano ancora oggi a vivere nei paesi arabi abbiano lo stesso diritto
    liberta e tenore di vita che i palestinesi godono da noi..

  2. Laura Collinoli scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 01:53

    Leggo le tue parole e mi viene da pensare ad una cosa talmente ovvia che spesso si dimentica. E cioè che la prima libertà è data dalle cose essenziali. Dal mangiare, dall’avere una casa… Dal poter contare su un sistema sociale e assistenziale degno di questo nome…
    E poi penso a tutte quelle persone desiderose di normalità, di spensieratezza. Che hanno diritto ad averle. Le stesse persone che abbiamo visto nei tuoi servizi su Tel Aviv, così meravigliosamente viva, al passo con i tempi…
    Mi ha colpito moltissimo una tua frase: quando si parla di Gerusalemme il mito è più forte della realtà.
    Forse con tutti i limiti e le difficoltà che questo comporta.
    Grazie…

  3. Claudio Pagliara scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 07:44

    Ho solo abbozzato l’argomento,che meriterebbe ben più argomentata trattazione, ma questa è l’idea che mi sono fatto vivendo a Gerusalemme per 6 anni.e e parlando con ebrei, musulmani , cristiani.
    Quando si parla di Gerusalemme il mito prende il sopravvento sulla realtà. Ognuno ha in mente la SUA Gerusalemme: la Gerusalemme del tempio gli ebrei, la Gerusalemme da dove ha spiccato il volo in cielo Maometto i musulmani, la Gerusalemme dove Gesù è morto e risorto noi cristiani.
    E la vera Gerusalemme? Pochi gli arabi che si avventurano in Emek Refraim, una delle principali strade della parte occidentale di Gerusalemme; ancor meno gli ebrei che calcano le strade affollatissime di Saladin ,, cuore di Gerusalemme est. Gerusalemme , è stato scritto , e condivido, é ancora divisa, non dal filo spinato come fu dal 49 al 67, ma da una barriera invisibile ma non per questo meno significativa…

  4. Marina Petrozzi scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 10:36

    Cara Dova, ho letto “Gerusalemme tra mito e realtà” veramente molto interessante! Tu hai scritto che la sola connessione dell’Islam con Gerusalemme è legata al fatto che i Musulmani devono pregare rivolti a Gerusalemme. Questo non è corretto, io sapevo che i Musulmani pregano rivolti alla Mecca…….
    Un abbraccio Dova e Shabat Shalom !

  5. elisa. scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 11:52

    nn vorrei ripetermi , anche x che la signora cahan è stata già meticolosa e attenta nel essere dettagliata sulle informazioni ben precise . trovandomi in accordo , cmq credo che israele abbia dimostrato nei secoli all importanza è il valore umano verso gerusalemme e la sua sacralità essendo un mezzo x pregare , considerando che sia un bene di tutti nessuno escluso . potrei rivolgere rivolgere la domanda all altra nazione ??? farebbe lo stesso dando la possibilita cmq ha tutti , ò x alcuni metterebbe i paletti ??????????? grazie..

  6. Claudio Pagliara scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 18:52

    Cara Marina,
    ho rimosso il commento di Dova, – che non me ne voglia – proprio perché conteneva le inesattezze che tu giustamente hai sottolineato.
    Credo che quando si entra nelle questioni legate alla fede, sia doveroso avere lo stesso rispetto per le altre credenze di quello che si pretende per la propria.
    Gerusalemme è santa a tre religioni. Ogni tentativo di sminuirne l’importanza che i credi i diversi dal proprio è offensivo.
    Gli amici ebrei sanno che nelle loro preghiere c’è l’invocazione “L’anno prossimo a Gersualemme”. Sappiate dunque che allo stesso modo in ogni casa musulmana c’è una foto della cupola della Roccia, Eeogni cristiano guarda al Santo Sepolcro come il fulcro della sua fede.
    Per questo Gerusalemme deve essere una città sempre più aperta. Per questo non ci sarà pace finché israeliani e palestinesi non troveranno un accordo sul suo status.

  7. moni scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 20:41

    Non sono mai stata a Gerusalemme ma da quanto leggo e sento, credo che quella tu definisci barriera invisibile sia l’ostacolo che prevarrà su tutto.
    La mia domanda, sicuramente ingenua, ma tant’é, è questa: perché non fare di Gerusalemme una città aperta? Spiego meglio: perché non farne una capitale, sì, ma del monoteismo in senso lato e come tale città simbolo della convivenza delle tre più grandi religioni monoteiste esistenti?

  8. rita murdaca scrive:
    maggio 23rd, 2009 alle 22:04

    Non deve essere più ammissibile in un mondo che tenta di abbattere le barriere e prepara le future generazioni ad essere cittadini del mondo che a Gerusalemme, in nome della religione, ci siano divisioni.
    Nessun credo religioso è più importante di un altro, quello che conta è il rispetto di ogni persona nella sua individualità e diversità e questo va al di là della religione.
    L’uomo “comune” ha un desiderio, secondo me, che trascende da ogni credo religioso: vivere in pace.

  9. cahan dova scrive:
    maggio 24th, 2009 alle 07:56

    puoi togliere tutti i miei commenti…non ne lascero piu uno…
    Cio che io dico e scrivo non e di mia invenzione…sono cose a cui
    ho dedicato anni di studio all’ Universita di Tel Aviv, di ricerca sia
    li che in istituti di alto livello educativo…grazie e buona domenica

  10. Claudio Pagliara scrive:
    maggio 24th, 2009 alle 13:01

    Cara Dova,
    ho tolto solamente un tuo commento che conteneva una palese inesattezza. Avevi scritto che i musulmani pregano in direzione di Gerusalemme. Chiunque abbia una sia pur elementare conoscenza dell’islam sa che i musulmani pregano rivolti alla Mecca.

  11. elena scrive:
    maggio 24th, 2009 alle 18:24

    Cara Dova, nn ti crucciare cosi…. Jérusalem è stato, è, e sarà sempre il luogo più conteso al mondo… Dommage..

  12. Enzo scrive:
    giugno 2nd, 2009 alle 18:33

    Tanti auguri di Buon Compleanno!

  13. Notizie dai blog su Hamas dichiara nuova intifada a Gerusalemme scrive:
    marzo 21st, 2010 alle 18:44

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