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La “longa mano” di Teheran

By Claudio Pagliara | aprile 13, 2009

Mubarak e’ furioso. Lo si intuisce anche dal numero di tunnel con Gaza che la sua polizia ha distrutto nelle ultime ore, 6. E dalle notizie fatte filtrare sulla  cellula smantellata nelle settimane scorse in Sinai. 49 le persone arrestate: palestinesi, libanesi, sauditi e egiziani sciiti. Una organizzazione dietro la quale si celerebbe l’Iran. Gli inquirenti, infatti, avrebbero appurato che il capo della cellula, il libanese  Sami Shihab, agli arresti, e’ stato addestrato dalla Guardia Rivoluzionaria.

 

Alla rete terroristica inizialmente sarebbe stato assegnato l’obiettivo di preparare attentati contro i turisti israeliani che  proprio in questa settimana di Pasqua ebraica affollano la penisola del Sinai. In seguito, le disposizioni sarebbero cambiate e la cellula si sarebbe concentrata nel contrabbando di armi con Gaza.

Hassan Nasrallah, il leader di Hetzbollah, venerdì confermando che Shiahab e’ un membro dell’organizzazione, ha precisato che la sua missione non era quella di organizzare attentati ma di  sostenere i palestinesi a Gaza.  

Le dichiarazioni di Nasrallah comunque non sono affatto piaciute al Cairo. Come si permette, il leader delle milizie sciite libanesi, di confermare pubblicamente il di essere il regista di un  atto di lesa sovranità nei confronti dell’Egitto? La tensione sotterranea tra Egitto da una parte e l’asse Iran-Hetzbollah-Hamas dall’altra e’ cosi’  esplosa pubblicamente. Non meglio identificate fonti di sicurezza al Cairo, rivela il quotidiano israeliano  Yedioth Achoronoth, hanno fatto trapelare che il 9 gennaio, in piena guerra tra Israele e Hamas a Gaza, funzionari della Guardia Rivoluzionaria iraniana avrebbero addirittura stanziato un milione di dollari come taglia per uccidere il presidente Mubarak.

Insomma, Egitto e Iran sono ai ferri corti. Negli ultimi mesi, gli uomini di Mubarak, primo tra tutti il ministro degli Esteri Aboul Gheit  ha denunciato con sempre maggiore preoccupazione  la crescita di influenza dell’Iran nella regione, attraverso i suoi “stati-satellite”: Hamas a Gaza e Hetzbollah in Libano (vedi video). Le denuncie del Cairo pero’ sono quasi sempre passate inosservate.

Consiglio, a chi anche in Italia e’ affetto da cronica miopia di guardare con i giusti occhiali al Medio Oriente.  il conflitto irrisolto israelo-palestinese è solo un elemento di un conflitto più ampio,: quello tra forze moderate e radicali. 

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Topics: Politica | 3 Comments »

3 risposte per “La “longa mano” di Teheran”

  1. Laura Collinoli scrive:
    aprile 14th, 2009 alle 21:23

    Sono rimasta molto colpita dalla tua ultima frase. Pur non essendo un’esperta del conflitto israelo-palestinese, ascolto con orrore come sia abitudine degli italiani usare un verbo decisamente poco appropriato per identificarlo… sento spesso «io ‘tifo’» per questi o per quegli altri, generalmente distinguendosi per colore politico e identificandosi con un popolo piuttosto che con un altro… Non riesco a capire come si possa essere così, o bianco o nero, per una questione che è “solo un elemento di un conflitto più ampio”… Sarà che per me la vita è fatta di sfumature…
    Grazie per i tuoi articoli.
    Laura

  2. Renato scrive:
    aprile 15th, 2009 alle 11:27

    Carissimo Claudio. Totalmente d’accordo con te sulle dimensioni ben più importanti di un conflitto che per molti italiani (poilitici anzitutto) si qualifica come un derby calcistico (magari Lazio-Roma, visti gli scontri).
    Tuttavia, a mio parere, va precisato che il radicalismo israeliano è ben diverso dal radicalismo palestinese.
    Mubarak va sostenuto dalla comunità internazionale la quale, allo stesso tempo, deve accompagnare i governanti israeliani verso la fine auspicata del conflitto senza, però, mettere sullo stesso piano terrorismo palestinese e diritto alla difesa dei confini e delle vite da parte israeliana.
    Va sostenuto (Mubarak) soprattutto per la battaglia che fa per tenere fuori dal potere negli stati arabi moderati (se è vero e se ci riesce) i Fratelli Musulmani.
    Nel mio archivio conservo ancora i ritagli originali dei giornali italiani in occasione della strage alle Olimpiadi di Monaco.
    Vorrei, prima o poi, metterle in rete che servano da monito a certi nostri democratici rappresentanti.

  3. cahan dova scrive:
    aprile 18th, 2009 alle 08:29

    Grazie Claudio, la tua obiettivita nel nostro caso e mi riferisco ben
    inteso al mio paese, Israele, cosi discusso e mirato da tanta polemica
    e critica fuori luogo e non fondata…fa bene allo spettatore italiano che negli ultimi anni e stato assediato da notizie non vere e prefabbricate sulla vera condizione di Israele e delle sue relazioni con i Palestinesi.
    Oggi forse vedendo che anche i moderati presidenti dei grandi paesi
    arabi come Mubarak dell’ Egitto vengono minacciati da gruppi terroristici tipo Hisballah di Nastralla ed anche gli altri….Fratelli Mussulmani…El Kayda…etc…bisogna fare ben notare a tutti la
    posizione di Israele confronto a questa perpetua minaccia…che
    poi rende noi come aggressore..Grazie
    Dova Cahan Tel Aviv

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