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Breaking the wall

By Claudio Pagliara | marzo 29, 2009

Rompere il muro Non quello con la M maiuscola costruito da Israele in Cisgiordania ma quello immateriale che divide le coscienze. E’ accaduto a Holon, città satellite di Tel Aviv. Protagonisti, 13 musicisti del gruppo “Strisce di libertà”, un’orchestra di ragazzi e ragazze di Jenin che ha intonato canzoni inneggiati alla pace davanti ad un gruppo di sopravvissuti all’Olocausto.

Jenin e’ il campo rifugiati in Cisgiordania che nei primi anni del Duemila ha inviato il maggior numero di terroristi suicidi nelle strade di Israele. La realtà di Jenin oggi e’ cambiata. Il presidente palestinese Abu Mazen, con l’accordo israeliano, ha dispiegato la sua polizia e’ ha riportato legge e ordine in città.. Lo stesso e’ accaduto a Nablus e Hebron. L’economia in Cisgiordania e’ in ripresa, a dispetto della crisi economica globale.

Il concerto di Holon e’ frutto di questa nuova realtà , che spesso non trova spazio nelle prime pagine dei giornali o nei nostri telegiornali. Ho intervistato i ragazzi di Jenin e i sopravvissuti all’Olocausto. Vi propongo due testimonianze che mi sembrano emblematiche.

Ali, 17 anni, violinista del Campo rifugiati di Jenin

“Ogni tanto veniamo in Israele. Ci piace moltissimo, ci sentiamo sempre benvenuti. Non ho affatto paura, anzi mi piacerebbe vedere israeliani a Jenin. L’ultima volta, abbiamo conosciuto nostri coetanei che studiano alla scuola d’arte Arisson di Tel Aviv e siamo rimasti in contatto con loro tramite e mail. Ogni volta che vengo da questa parte cerco di fare nuove amicizie.

Tipi, 75 anni, sopravvissuta all’Olocausto

“Sono stata felicissima di ascoltare la musica di questi ragazzi. Adoro i giovani, sono più aperti degli adulti, più disposti ad ascoltare. Peccato, davvero peccato che non parliamo la loro lingua. Noi sopravvissuti non odiamo nessuno, solo i nazisti. Io poi vivo in un kibbutz:. un tempo avevamo rapporti eccellenti con gli arabi. Spero che un giorno si possano superare le difficoltà e tornare a viv ere in pace”

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Topics: Cultura, Politica, Ponti | 2 Comments »

2 risposte per “Breaking the wall”

  1. Enzo Greco scrive:
    marzo 29th, 2009 alle 17:40

    Che bella testimonianza, Claudio!
    Vuoi vedere che e’ proprio vero che occorrerebbe ascoltare di piu’ i giovani e i vecchi?
    Ciao

  2. Alberto scrive:
    marzo 29th, 2009 alle 22:39

    Grazie Cluadio, i tuoi servizi come sempre sono interessanti, parlano della realtà e portano testimonianze preziose. Grazie tante per il tuo lavoro.

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